We the (digital) people



Tutti i cittadini sono uguali davanti al digitale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Se esistesse una costituzione del digitale, magari scritta dagli stessi inventori di Internet, che proprio in questi giorni ha festeggiato il suo cinquantesimo compleanno (la trasmissione del primo messaggio in Rete risale infatti al 29 ottobre 1969), forse reciterebbe proprio così. Purtroppo, una simile costituzione non esiste, e in nessun tribunale vedremo mai comparire la scritta “il Digitale è uguale per tutti”; in realtà, il concetto stesso di equità digitale fatica a diffondersi in un mondo caratterizzato ancora da notevole digital divide.


Tutti i cittadini sono uguali davanti al digitale

Si tratta di un gap che non riguarda solo confronto fra paesi in via di sviluppo e quelli già economicamente sviluppati, ma che persiste anche in realtà tecnologicamente avanzate. In questo caso, il digital divide non nasce tanto dall’impossibile accesso alle risorse e alle infrastrutture da parte di alcune fasce della popolazione, tipicamente le più povere, bensì dall’assenza di un’adeguata formazione incentrata sulle digital skills. E se invece i cittadini fossero “costretti” a imparare come muoversi nel digitale, per esempio per rispondere a un censimento pubblico? È quanto accadrà negli USA, dove nel 2020 verrà condotto il primo censimento online, a dispetto del fatto che - persino negli “avanzati” Stati Uniti - non tutti i cittadini possiedono la dimestichezza necessaria con la tecnologia.


E se invece i cittadini fossero “costretti” a imparare come muoversi nel digitale?

Proprio qui si nasconde tuttavia il grande potenziale di questa iniziativa: per la prima volta, un’indagine pubblica condotta su larga scala verrà declinata in modalità high-tech, diventando a tutti gli effetti un propulsore per l’acquisizione di skill digitali da parte della popolazione, richieste per rispondere. Un esempio di nudge, la “spinta gentile” dell’economista Cass Sunstein, stavolta applicata alla tecnologia. Dalla Georgia a Philadelphia, passando per Detroit, sono in effetti molte le attività inaugurate dall’amministrazione statunitense per favorire l’alfabetizzazione digitale; con la consapevolezza che le sessioni di formazione tecnologica attuate per il censimento possono insegnare preziose competenze agli anziani, ai recenti immigrati e ad altre categorie svantaggiate di persone, per aiutarli a inserirsi ed essere cittadini attivi del digitale.

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