Scuola aumentata, attenzione moltiplicata


“Come è andata oggi a scuola?” è forse la domanda più gettonata del nostro intero percorso scolastico, quella che ogni giorno abbiamo fatto o ci siamo sentiti chiedere. Indipendentemente dall’età, dal sesso e da altre caratteristiche personali le risposte universalmente più diffuse sono: tutto normale, niente di che, la solita storia. Risposte dalle quali emerge un senso di noia e insoddisfazione, che spesso si è tradotto in risultati non così soddisfacenti: gli esiti sconfortanti dei test OCSE-PISA relativi agli studenti italiani e diffusi pochi giorni fa ne sono una prova.


Occorre mettere lo studente al centro del processo di apprendimento non al margine

Ma è davvero possibile trasformare la giornata scolastica di un ragazzo della Generazione Z in un’esperienza entusiasmante? Se da un lato è vero che la soglia di attenzione degli adolescenti si è ridotta drasticamente, dall’altro le lezioni tradizionali non sempre riescono a stimolare la curiosità degli studenti e coinvolgerli nel percorso di apprendimento. Materiali di supporto audiovisivi e lavagne interattive multimediali (LIM) sono solo alcuni esempi di come negli anni si è cercato di innovare le lezioni in aula al fine di catturare l’attenzione e l’interesse dei ragazzi, ma non sempre sono sufficienti. Per rivoluzionare realmente il processo didattico, occorre mettere lo studente al centro, e non al margine.


In questa “missione educativa” la realtà aumentata e la realtà virtuale possono giocare un utile ruolo di supporto, consentendo agli studenti di interagire con i contenuti didattici ed esercitare le proprie conoscenze in real time. Con l’AR e la VR, infatti, il processo di apprendimento diventa attivo; la lezione convenzionale si trasforma completamente ,favorendo un apprendimento immersivo ed esperienziale che, oltre a essere più divertente, risulta anche più proficuo: gli argomenti di studio prendono vita dai libri e gli studenti li possono letteralmente toccare con mano.


Con l’AR e la VR il processo di apprendimento smette di essere passivo e diventa attivo

Dalla scienza all’arte passando per la geografia, la virtual reality ha trovato il suo posto come strumento di apprendimento in differenti materie e gradi di formazione permettendo di vivere una giornata nell’Antica Roma e viaggiare nello spazio nell'arco della stessa mattinata senza mai lasciare il proprio banco. La vera impresa impossibile resta quella di ottenere una risposta diversa alla domanda con cui abbiamo aperto: “Sai mamma, oggi ho fatto un salto su Marte e ho conosciuto Giulio Cesare. È stato pazzesco!”.

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