Sci vs Hum: la guerra dei mondi è finita?



La trasformazione digitale ha avuto un forte impatto sul mondo del lavoro, cambiandone le dinamiche: modalità produttive sempre più avanzate, smart working e collaborazione uomo macchina sono solo alcuni esempi che testimoniano i mutamenti degli ultimi anni. Secondo l'IBM Institute for Business Ventures, che ha di recente pubblicato un report dal titolo “The enterprise guide to closing the skills gap", sono 120 milioni le persone che in tutto il mondo avranno bisogno di riqualificazione professionale nei prossimi tre anni, per essere pronti a lavorare con l’automazione e l’intelligenza artificiale.

Sono 120 milioni le persone che in tutto il mondo avranno bisogno di riqualificazione professionale nei prossimi tre anni, per essere pronti a lavorare con l’automazione e l’intelligenza artificiale

In questo clima, è paradossalmente aumentata la distanza fra la formazione universitaria e le competenze che realmente le aziende cercano nei nuovi assunti. Mentre le università si concentrano prevalentemente su una formazione scientifica orientata alle discipline STEM, un sondaggio condotto con 5.670 dirigenti globali di 48 paesi sottolinea come resti necessario il loro affiancamento da parte delle skills umanistiche. Non si tratta di riproporre la solita distinzione trita tra competenze hard e soft, né tanto meno di sostenere la superiorità di una delle due, ma di riflettere su quali siano le abilità richieste oggi dal mondo del lavoro. Il cambiamento tecnologico è così rapido che i lavoratori già impiegati nel settore dell’ICT non riescono a rimanere sempre aggiornati sulle tecnologie e gli strumenti al pari dei più giovani, freschi di studi. Il risultato è un turnover continuo: la capacità di imparare ad imparare risulta ormai più importante che il concetto appreso in sé.

La capacità di imparare ad imparare risulta ormai più importante che il concetto appreso in sé.

Qual è allora la formazione più adeguata per intraprendere il percorso professionale? Qualsiasi sia l’indirizzo scelto, è necessario che integri le competenze umanistiche con quelle scientifiche: le conoscenze prettamente tecniche devono essere affiancate dall’allenamento all’apprendimento e dalla maggiore adattabilità possibile al cambiamento, con il contributo di discipline come la filosofia, la sociologia e la psicologia sociale. Due mondi, quello scientifico e quello umanistico, a lungo contrapposti come se fossero fra loro rivali si devono “alleare”, convergendo nei programmi dell’alta formazione, per preparare i giovani talenti a fronteggiare le sfide di un terzo mondo: quello del digitale.

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