Realtà virtuale, aiuto reale



Quando pensiamo alla #realtàvirtuale immediatamente nella nostra mente riaffiorano immagini: film in 3D che abbiamo visto, micidiali sfide all’ultimo uomo armati di tutto punto, fantastici viaggi sulle montagne russe... È innegabile che questa tecnologia abbia potenziato le esperienze sensoriali nel #gaming e migliorato le modalità di produzione e fruizione dei contenuti dell’industria dell’intrattenimento. Ma questo è solo uno dei tanti campi di applicazione della #VR.

Gli ultimi sviluppi della realtà virtuale sono in direzione dell’utilità sociale

Gli ultimi sviluppi della realtà virtuale sono in direzione dell’utilità sociale: oggi la tecnologia si fa promotrice in prima persona del benessere della persona e cerca di risolvere, o per lo meno, aiutare l’uomo alle prese con i problemi della vita quotidiana. Per questo motivo che la virtual reality ha preso sempre più piede in ambito medico come un vero e proprio strumento terapico, come nel caso del Buckinghamshire in cui la #virtualreality è stata utilizzata per aiutare le persone con la paura dell’altezza. I risultati dello studio pilota sono straordinari: tutti i partecipanti hanno mostrato una riduzione della paura dell'altezza, con una riduzione media del 68%, superiori a quelli attesi con il tradizionale supporto psicologico del terapeuta.

Tutti i partecipanti hanno mostrato una riduzione della paura dell'altezza, con una riduzione media del 68%

A Melbourne invece la realtà virtuale viene utilizzata in due ospedali dai medici per distrarre i bambini che si agitano durante gli esami del sangue. La paura degli aghi da sempre terrorizza i più piccoli, ma grazie a questa tecnologia immersiva i bambini diventano protagonisti di una magica avventura nell’Oceano durante il prelievo. Anche in questo caso a parlare sono i risultati misurati: l'uso di realtà virtuale riduce il dolore del 41-60%, l'ansia del 35-45% e l'angoscia dei genitori fino al 75%, con la maggior parte dei bambini che vogliono usarlo di nuovo.

L'uso di realtà virtuale riduce il dolore del 41-60%, l'ansia del 35-45% e l'angoscia dei genitori fino al 75%, con la maggior parte dei bambini che vogliono usarlo di nuovo.

Non solo fobie: la realtà virtuale potrebbe essere usata anche come sopporto terapico per intervenire su vere e proprie malattie come la depressione. Un team di ricercatori ha sperimentato la VR per allenare i pazienti a prestare maggiore attenzione agli elementi ambientali in grado di farli sentire bene. Grazie a questa tecnologia, i pazienti si sono immersi in un mondo virtuale, che va dal tour di Venezia fino alla vista della barriera corallina, alla ricerca di stimoli positivi. La scienza conferma così il valore nell’ #healthcare di una tecnologia in grado di immergere totalmente il paziente in un ambiente divertente, rilassante e interattivo che coinvolge il cervello e inibisce la sensazione del dolore: non solo una distrazione, ma quasi un narcotico endogeno.


La realtà virtuale in campo medico rappresenta una forma di terapia che potrebbe rivoluzionare il sistema sanitario, oltre a portare un po’di colore e calore negli ospedali: che si tratti di fobie o di vere e proprie malattie, anche se la realtà è virtuale, l’aiuto è reale.

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