Parla (e acquista) con me



Interagiamo con gli assistenti vocali ogni giorno. Chiediamo indicazioni stradali, facciamo telefonate, ci informiamo persino per sapere se prendere l’ombrello prima di uscire di casa.

Le interfacce sonore potrebbero essere il futuro prossimo del mondo digitale: proprio mentre gli smartphone conoscono per la prima volta una battuta d’arresto, nella nostra vita di tutti giorni sono sempre più presenti gli interlocutori virtuali che ci fanno da preziosi assistenti.


Eppure, non ci fidiamo ancora di loro per fare acquisti: secondo eMarketer, il voice commerce fa fatica ad affermarsi fra i consumatori, che negli Stati Uniti utilizzano gli smart speaker per cercare informazioni sui prodotti, ma non per effettuare un acquisto.


Esiste certamente un problema di fiducia nei confronti degli smart speaker, ma il punto vero è la user experience. Chi progetta interfacce visive lo sa bene: su questo fronte si è ormai affermata la progettazione a partire dall’utente e dalle sue esigenze. Anche per le interfacce sonore è il momento di passare dal Sonic Branding, che punta alla riconoscibilità del marchio tramite jingle distintivi, alla Audio User Experience, per costruire una vera e propria esperienza d’uso appagante.


E allora forse ci sembreranno meno lontane le previsioni degli analisti, e nel 2020 un terzo degli utilizzatori di assistenti vocali potrebbero essere anche acquirenti.

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