MAInd and Body



La mente e il corpo sono da sempre le due parti costitutive dell’essere umano: ma la tecnologia negli ultimi anni ha stravolto i paradigmi del rapporto tra sfera intellettuale e fisica, amplificando da un lato le capacità motorie e fisiche dell’uomo, e dall’altro conferendo un ruolo sempre più importante all’#intelligenzaartificiale.


E se da supporto per la tecnologia il corpo si trasformasse in un mero involucro?

Non siamo in una puntata di Black Mirror, ma nell’ultima, sconvolgente realtà, resa nota di recente, di una start up come Neuralink, che mira a costruire un impianto scalabile per connettere direttamente il cervello umano con i computer. La sperimentazione di questo chip è stata condotta su topi, ma l’ideatore ha in mente di testare l’interfaccia cervello-macchina nell'uomo entro due anni, con l’obiettivo a lungo termine di connettere sempre più le persone all’ #AI.


Questa tecnologia, che inizialmente potrebbe spaventarci, aprirà scenari interessanti permettendo a persone con danni cerebrali e altre disabilità cerebrali di controllare dispositivi con la forza della mente: è solo l’ultimo dei traguardi già raggiunti, grazie alla tecnologia, per venire in soccorso delle debolezze del corpo. Tra questi, l’utilizzo della #stampante3D in ambito medico per fabbricare organi , ormai comune in Nuova Zelanda: i ricercatori dell'Università di Auckland hanno già iniziato la "bioprinting" - stampando organi come vesciche e trachea -, ma si stima che la capacità di stampare organi più complessi come fegato e reni potrebbe divenire realtà nel prossimo decennio. I possibili utilizzi della tecnologia hanno tuttavia aperto questioni etiche: le persone con organi 3D vivranno più a lungo? Gli organi artificiali saranno disponibili solo per i ricchi?


Dagli organi 3D ai muscoli artificiali: un team di scienziati ha trovato un modo sorprendentemente semplice per creare muscoli in grado di sollevare 1.000 volte il loro stesso peso.

Applicando o rimuovendo il calore o alterandolo elettrochimicamente, hanno scoperto che potevano contrarre e rilassare i muscoli artificiali, proprio come quelli biologici. La speranza è quella di utilizzare questi muscoli in arti protesici, esoscheletri o persino di tesserli in indumenti con prestazioni speciali che possono reagire al calore di chi li indossa.


A proposito di indossare, la nuova frontiera delle tecnologie #wearable è quella dei #tatuaggiintelligenti, veri e propri “accessori” in grado di indagare su problemi di movimento, abilità motorie e altri disturbi neurodegenerativi. I tatuaggi intelligenti possono essere utilizzati per comodità e connettività e per il monitoraggio medico; alcuni di essi consentono agli utenti di controllare i propri dispositivi mobili, visualizzare informazioni e archiviare informazioni sulla loro pelle tramite la comunicazione near-field.

© Vetrya 2019 - All Rights Reserved

  • Facebook - Black Circle
  • LinkedIn - Black Circle
  • Twitter - Black Circle
  • Instagram - Black Circle