Il Mobile è il messaggio


A più di quarant’anni, la profezia di Marshall McLuhan secondo cui i media sono un’estensione corporea e sensoriale dell’uomo sembra essersi avverata. Per molti di noi, lo smartphone è infatti un prolungamento della mano: siamo sempre immersi in una vorticosa spirale, fatta di notifiche da controllare e status sui social media da aggiornare, che non sempre ci rende vigili rispetto a tutto ciò che abbiamo di fronte ai nostri occhi. 


I dati dell’indagine Digital 2019 di We are social parlano chiaro: sono quasi 55 milioni gli italiani ad accedere ad internet e il tempo medio che passiamo connessi al giorno è di oltre 6 ore, di cui circa un terzo sui social media, con ben 31 milioni di persone attive su queste piattaforme da dispositivi mobili. Tuttavia, il tempo che passiamo connessi con i nostri smartphone, oltre che all’intrattenimento e alla comunicazione, potrebbe utilmente essere dedicato alla formazione. Di fatto, i cellulari si stanno sempre più affermando come strumenti e ambienti di apprendimento: il mobile learning offre contenuti multimediali di vari formati (immagini, video, file audio: “pillole” formative) in grado di coinvolgere maggiormente il discente, permettendo di imparare ovunque e in qualsiasi momento, purché si abbia una connessione ad Internet.


Il tempo medio che passiamo connessi al giorno è di oltre 6 ore, di cui circa un terzo sui social media.

L’interattività e la flessibilità del mobile learning gli hanno garantito un discreto successo come strumento per la formazione aziendale: i lavoratori possono massimizzare il loro apprendimento assecondando i loro bisogni e i loro impegni, senza vincoli spaziali e temporali. I programmi strutturati per la fruizione da mobile: propongono un apprendimento strutturato per piccole unità multimediali, che fa leva sulla fiducia che riponiamo nel nostro smartphone personale e sull’alto tasso di coinvolgimento per agevolare ogni giorno una formazione costante.

L’interattività e la flessibilità del mobile learning gli hanno garantito un discreto successo come strumento per la formazione aziendale.

Invece di spegnere lo smartphone, come hanno suggerito Bruno Mastroianni e Vera Gheno nel loro ultimo libro, occorre continuare a tenere accesso il nostro cervello quando navighiamo: e se è vero, riprendendo la celebre teoria di McLuhan, che il medium è il messaggio, allora il nostro medium preferito potrà aiutarci, durante le sei ore giornaliere di connessione, a far sì che sia anche impegnato a imparare in maniera sempre più efficace. 

© Vetrya 2019 - All Rights Reserved

  • Facebook - Black Circle
  • LinkedIn - Black Circle
  • Twitter - Black Circle
  • Instagram - Black Circle