Il braccio (artificiale) e la mente




Connessioni a Internet, connessioni sui social media e connessioni fra i device: per definizione il mondo digitale è una Rete di connessioni. Dalle amicizie virtuali ai dispositivi #IoT, la pervasività dei legami accomuna gli uomini alle macchine: da un lato gli individui sono sempre più connessi fra loro, grazie a dispositivi personali come gli smartphone e a piattaforme come i social network, dall’altro, con l’Internet delle cose, gli oggetti hanno “imparato” a interagire intelligentemente fra loro scambiandosi dati e preziose informazioni. I device basati su #intelligenzaartificiale, in particolare, sono ormai in grado di individuare anche il nesso di causa-effetto fra due elementi: una capacità preziosa soprattutto in campo medico.


Sviluppato un algoritmo in grado di rintracciare relazioni causali fra diversi set di dati

La notizia, riportata su Technology Review, giunge dal Regno Unito, dove due ricercatori del Babylon Health (società di medicina digitale) hanno sviluppato un algoritmo in grado di rintracciare relazioni causali fra diversi set di dati. L’algoritmo, che potrebbe potenziare l’uso dell’AI per scopi terapeutici, è ispirato alla crittografia quantistica: trattando i dataset come conversazioni e le variabili in grado di agire su di essi come intercettori, l’algoritmo è in grado di rilevare se esiste una relazione causale fra le due variabili prese in esame.


Un passo avanti che potrebbe rivoluzionare l’applicazione dell’AI nell’healthcare

Non è la prima volta che il digitale indossa il camice bianco: gli scienziati hanno già sfruttato la capacità delle macchine di individuare correlazioni per progettare algoritmi in grado registrare le relazioni causali all'interno di singoli set di dati. Questa volta è stato fatto un ulteriore passo avanti che potrebbe davvero rivoluzionare l’applicazione dell’intelligenza artificiale nell’healthcare, anche se non bisogna dimenticare che non è l’unica tecnologia a essere scesa in corsia: la realtà virtuale, per esempio, da anni gioca un ruolo importante anche in ambito medico dove viene usata per simulare interventi chirurgici oppure come supporto terapico per il superamento di alcune fobie. Una promettente collaborazione fra tecnologia e medicina, che testimonia quanto fruttuoso sia il legame che unisce la mente umana al braccio artificiale.

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