Giocando l'AI impara

I videogames sono un ostacolo all’apprendimento? Considerarli un divertente passatempo che sottrae tempo allo studio, distraendo l’alunno dalla formazione, è fin troppo facile. Con il passare degli anni, tuttavia, il videogioco si è avvicinato sempre più a essere uno strumento a supporto di chi vuole imparare. Dai serious games educativi all’applicazione di meccanismi di gamification nella formazione aziendale, sono molti gli esempi che testimoniano l’efficacia dell’integrazione di componenti videoludiche in ambito educational.


E se non fosse più solo l’uomo a imparare dai videogame?

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Buffalo, registrando le attività cerebrali e i movimenti oculari di alcuni giocatori esperti, potrebbe sviluppare nuovi algoritmi per i robot a uso militare del futuro: un gruppo di macchine intelligenti in grado di agire con più autonomia e di coordinarsi fra loro come se fossero un’unica entità collettiva. L’osservazione dei comportamenti attuati dai giocatori durante una partita accelererebbe significativamente il processo di apprendimento dell’intelligenza artificiale: se in media erano necessarie 10.000 simulazioni per insegnare all’AI un dato comportamento, con l’ausilio di questa tecnica potrebbero esserne sufficienti solo 1.000.

Siamo sicuri che i videogiochi influenzino negativamente l’apprendimento?

Di fronte a questi dati una cosa è certa: quella che per gli esseri umani è ancora considerata una fonte di distrazione, per l’intelligenza artificiale potrebbe diventare una grande risorsa per migliorare il suo processo di machine learning. E forse sarà proprio giocando che non solo gli uomini, ma anche le macchine, sempre più impareranno.

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