Educare, informare, intrattenere... e navigare


La TV è stata una buona o una cattiva maestra? Educare, informare e intrattenere erano i tre pilastri su cui si fonda il servizio pubblico radiotelevisivo: teorizzati dal padre della BBC John Reith nel 1922 in Inghilterra, furono in qualche modo assorbiti anche negli altri paesi. Incluso il nostro, con la nascita della RAI: basti pensare al famoso programma del maestro Manzi, “Non è mai troppo tardi”, andato in onda negli anni ‘60 con l’obiettivo di ridurre l’elevato tasso di analfabetismo dilagante in Italia nel Dopoguerra.

La TV racconta ancora le sue storie, ma oggi fa leva sull’interattività

Come è cambiato il ruolo educativo della televisione con l’avvento di Internet e dei nuovi media? In occasione del World Television Day, proclamato dall’ONU, l’International Telecommunication Union ha sottolineato come l’utilizzo di Internet permetta di offrire un’esperienza televisiva migliore, in grado di coinvolgere maggiormente lo spettatore: la TV racconta ancora le sue storie, ma oggi fa leva sull’interattività. Tv connesse, mobile tv, second screen sono tutti esempi di come la televisione ha allargato i suoi confini, uscendo dagli schermi dei televisori e dal salotto di casa. Vale anche per il compito educativo e di accrescimento del sapere: basti pensare che Internet ai suoi albori era stato concepito sul modello di una super-biblioteca, grazie alla quale chiunque in ogni parte del mondo avrebbe potuto attingere a risorse bibliografiche e conoscitive preziose.

Nessun media è mai un buono o cattivo maestro in sé

Certo, la TV non è stata sempre né solo un modello; lo stesso si può dire della Rete, di cui è spesso stato sottolineato il potenziale diseducativo. Esattamente come è accaduto per la TV, anche per la Rete e per gli altri media interattivi la capacità di offrire un contributo positivo non dipende però dal mezzo in sé, ma dall’utilizzo che si decide di farne: Internet può a sua volta educare, informare e intrattenere, contribuendo alla formazione, allo sviluppo del pensiero critico e della coscienza civile tramite gli strumenti che gli sono più propri, e raccogliendo il testimone della migliore TV. Nessun media è mai un buono o cattivo maestro in sé: il potere di decidere se renderlo tale è nelle nostre mani di spettatori ieri e di utenti oggi, con la consapevolezza che possiamo farne l’uso che crediamo migliore per la nostra crescita personale e sociale.

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