COVID-VIDEO



In un gioco di associazioni creative tra parole, la sigla CoViD potrebbe essere associata alla parola “video” per continuare la partita: tra i due fenomeni non esiste semplicemente una continuità linguistica, ma una vera e propria correlazione, come abbiamo potuto scoprire in questi giorni. L’epidemia di coronavirus ha fermato temporaneamente il mondo così come lo conoscevamo: ripartire è stato possibile grazie al contributo del digitale e delle nuove tecnologie, in particolare della videocomunicazione, che ha giocato un ruolo fondamentale sia per la gestione della vita lavorativa che privata.

Così, l’incremento esponenziale dell’utilizzo di app per videoconferenze in ambito professionale durante la pandemia di COVID-19 è andato di pari passo con l’aumento della nostra stanchezza mentale: a dirlo un articolo di Harvard Business Review, che fornisce anche cinque suggerimenti per risparmiare le energie. Fra questi, ridurre gli stimoli sul proprio schermo ed evitare di essere multitasking: due soluzioni per rimanere concentrati sulla call ed evitare l’emicrania a fine giornata.

Donazioni benefiche a colpi di TikTok

Dall’interminabili videocall ai brevi e interattivi video dell’app TikTok, che ha recentemente introdotto Donation Stickers nei suoi contenuti: una funzionalità per raccogliere fondi a sostegno delle organizzazioni benefiche coinvolte nella lotta contro il coronavirus. Inoltre, l’app è risultata la più adottata da medici, infermieri e operatori sanitari per parlare di salute e prevenzione ai giovani contrastando le numerose fake news sul virus e le “cure” fasulle commercializzate sui social media.


Ai tempi del coronavirus i dottori son diventati i nuovi influencers

I medici, in particolare i più giovani, hanno trovato nella rete e nei social media un nuovo linguaggio espressivo per veicolare consigli e buone pratiche per ridurre il rischio di contagio. Si tratta di una sfida inaspettata che li porta a fare i conti con il personal branding e un appropriato uso dei social media: una popolarità improvvisa che deve essere gestita per evitare che si trasformi in un’arma a doppio taglio in grado di danneggiare la loro reputazione professionale. Come sempre, quando si tratta di strumenti tecnologici, utilizzarli non basta: bisogna saperli usare bene e con misura, anche e soprattutto ai tempi del coronavirus.

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