Convivere con l'algoritmo



Dall’healthcare all’ambito lavorativo, passando per il tempo libero, entriamo quotidianamente in contatto con dispositivi governati da #algoritmi, con i quali imparare a convivere: come quello elaborato dal  Massachusetts Institute of Technology (MIT), in grado di rendere più armoniosa la collaborazione fra uomo e #robot. Predicendo in modo accurato la traiettoria del movimento dell’uomo in tempo reale, consente infatti all’ #intelligenzaartificiale di anticipare con precisione i tempi del movimento di una persona. Il team del MIT ha testato l'algoritmo su due dataset di movimento umani: uno in cui una persona incrociava a intermittenza il percorso di un robot all’interno di una fabbrica, l’altro in cui sono stati precedentemente registrati movimenti delle mani dell’uomo mentre compivano l’azione di avvitare un bullone.

È stato elaborato un algoritmo in grado di rendere più armoniosa la collaborazione tra uomo e robot

Sempre dal MIT arriva una rete neurale in grado di costruire un’approssimazione del volto di un individuo basandosi esclusivamente su un frammento del discorso. Speech2Face, questo il suo nome, attinge alle associazioni tra l'immagine e il parlato per generare rendering fotorealistici che nella maggior parte dei casi rilevano con precisione il genere, la razza e l'età degli oratori, pur rimanendo generici. L’algoritmo però non è esente da errori: l’addestramento infatti deriva in gran parte da video didattici pubblicati su YouTube, e quindi non riesce a rappresentare equamente la varietà della popolazione mondiale.

Speech2Face attinge alle associazioni tra l'immagine e il parlato per generare rendering fotorealistici

Altri algoritmi sono in grado di rivoluzionare il mondo dell’ #healthcare: come quello “salvagenitori”, in grado di “tradurre” il pianto dei neonati e individuarne la causa. Lo studio pilota è stato condotto prendendo in esame 26 bambini di differente sesso, età ed etnia, grazie ai quali è stato possibile individuare le molteplici motivazioni del loro pianto e distinguere pianti “normali”, come quelli causati dalla fame, dall’irritazione, dal bisogno di attenzione e quelli “anormali” che potevano compromettere la salute del neonato. Ma le applicazioni dell’ #AI in ambito medico, si sa, sono già molto numerose: in Australia è stato sviluppato un algoritmo che aiuta a diagnosticare nei bambini i principali disturbi respiratori, come l’asma e la polmonite. Confrontando le prestazioni dell’algoritmo con le diagnosi cliniche fatte da un gruppo di pediatri, i ricercatori hanno scoperto che il loro strumento ha diagnosticato correttamente l'asma il 97% delle volte, mentre l'accuratezza è diminuita nel caso di altri disturbi respiratori, senza mai scendere al di sotto dell'81%.

© Vetrya 2019 - All Rights Reserved

  • Facebook - Black Circle
  • LinkedIn - Black Circle
  • Twitter - Black Circle
  • Instagram - Black Circle