Cara AI, hai ancora tanto da imparare


Fare il genitore forse è il mestiere più difficile del mondo: non ci sono corsi di aggiornamento o libretti d’istruzioni che possano garantire il risultato. Che lo si faccia rivestendo un ruolo parentale o per mestiere, svolgere un compito educativo richiede molta fermezza, ma anche molta empatia: entrare in relazione con l’altro e sapersi mettere nei panni altrui è un aspetto fondamentale di qualsiasi “missione” educativa. Un aspetto che va tenuto presente quando si affronta il tema delle conseguenze della crescente #digitalizzazione della società sul mondo della formazione: la diffusione di #algoritmi basati su intelligenza artificiale sembra dover raggiungere anche la scuola.


Siamo sicuri che l’intelligenza artificiale sia abbastanza intelligente da poter insegnare ai nostri figli?

Si tratta naturalmente di una provocazione voluta: in realtà, il dibattito sul quoziente intellettivo dell’#AI non è destinato a raggiungere le aule. Come sottolinea Geoff Johnson nel suo elogio delle inadeguatezze dell’AI, quest’ultima supporterà il lavoro dell’insegnante, ma non lo potrà mai rimpiazzare: e questo perché le esigenze più importanti dei discenti spesso non riguardano la sfera cognitiva. Incoraggiare, stimolare, motivare sono capacità tipicamente umane, che fanno davvero la differenza per la crescita non solo cognitiva dello studente.


Le esigenze più importanti dei discenti spesso non riguardano la sfera cognitiva

Con questo non si vuol dire che non ci sia spazio per l’AI in aula: anche nel caso dell’educazione, il suo contributo resta essenziale per liberare energie preziose da destinare a compiti in cui l’uomo resta insostituibile. Grazie all'impiego di strumenti basati sull’intelligenza artificiale – come per esempio i tool appositi per la preparazione e la correzione di test di verifica a risposta chiusa - gli insegnanti possono dedicare maggior tempo a insegnare e coltivare una relazione con i propri studenti.


Esattamente come in altri casi, l’intelligenza artificiale aiuterà a svolgere compiti meccanici alleggerendo il carico di lavoro dell’uomo dalle attività ripetitive e noiose che è ancora è chiamato a svolgere, e per le quali l’AI è stata programmata. Al contrario, dove conta essere empatici è ancora lontana dal poter avere un ruolo: su questo, cara AI, hai ancora tanto da imparare.

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