Buona maestra AI?


Primo giorno di scuola: l’entusiasmo di un nuovo inizio, il tablet nello zaino e la voglia di imparare che brilla negli occhi dei bambini. Ad un tratto entrando in classe una sorpresa: al fianco alla maestra c’è una nuova e misteriosa collaboratrice. Il suo nome è AI, Intelligenza Artificiale: e quello che stiamo descrivendo non è un film di fantascienza, ma un probabile scenario della scuola del futuro. Secondo Forbes, infatti, l’ #AI e il #machinelearning potranno rivoluzionare il sistema #scolastico: dall’apprendimento personalizzato all’analisi predittiva sono molteplici i miglioramenti che potrebbero essere apportati dall’applicazione di questa tecnologia nel settore #educativo.


La tecnologia dunque non sarebbe più solo un supporto alla #didattica, un mero strumento nelle mani dell’insegnante, ma potrebbe diventare un fattore abilitante di una forma di apprendimento personalizzata, maggiormente efficace e più inclusiva come testimonia l’invenzione di un gruppo di ricercatori dell'American Institutes for Research: un sistema basato su #intelligenzaartificiale in grado di rilevare gli studenti a rischio di non laurearsi sulla base di un set di dati comportamentali. Va precisato che l’analisi predittiva non fa che portare alla luce l’esistenza di un problema la cui risoluzione rimane comunque sempre nelle mani dell’uomo; da intendersi sia come impegno individuale del singolo studente che come uno strutturato intervento educativo volto a diminuire l’abbandono della carriera universitaria.

L’analisi predittiva non fa che portare alla luce l’esistenza di un problema la cui risoluzione rimane comunque sempre nelle mani dell’uomo

Un altro interessante campo di applicazione del machine learning nella formazione riguarda l’implementazione dell’#apprendimento personalizzato. Sarà proprio l’intelligenza artificiale, infatti, a consentire a studenti appartenenti alla stessa classe di apprendere diversi contenuti curriculari, adattati al proprio ritmo e livello di padronanza. Dobbiamo quindi attenderci che la prossima sia una generazione di ragazzi non solo nativi digitali, ma anche “educati” digitali: date le promettenti premesse solo il tempo ci potrà dire se un modello di questo stampo funzionerà e, ispirandosi al titolo del famoso saggio di Karl Popper, stabilire se si potrà finalmente parlare di una Buona maestra AI.

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