Attenzione alla tecnoformazione


Flipped classroom, gamification, apprendimento virtuale: la tecnologia non è entrata solo nelle nostre vite, ma anche nelle nostre aule, e il business non ha tardato ad accorgersene. Secondo Forbes, gli investimenti in edtech nel 2019 hanno già raggiunto i 1,45 miliardi di dollari (pari all’intero valore totalizzato nel 2015): eppure, sottolinea lo stesso articolo,

Sebbene la tecnologia dia un contributo fondamentale alla didattica, la componente umana resta fondamentale.

Se i cambiamenti portati dal digitale hanno toccato profondamente il settore dell’istruzione, facendo emergere nuove modalità di operare in ambito educational, non per questo passa in secondo piano il rapporto che si instaura fra gli insegnanti e i loro studenti. La relazione interpersonale favorisce lo sviluppo di competenze e abilità utili, se non necessarie, per la crescita dell’individuo.

La formazione si distingue dalla semplice istruzione proprio per la peculiare finalità di pensare ed educare la persona nel suo complesso

La formazione si distingue dalla semplice istruzione proprio per la peculiare finalità di pensare ed educare la persona nel suo complesso: distinzione che trova applicazione sia nella scuola sia nella formazione professionale.


Un insegnante che aiuta a far emergere le capacità del suo allievo e un formatore che arricchisce con nuovi spunti il bagaglio culturale ed esperienziale di un professionista si comportano nello stesso: si relazionano al proprio discente con l’obiettivo di contribuire, grazie alle loro conoscenze, alla loro crescita e maturazione. In questo processo quasi maieutico, per usare un’espressione di Socrate, la tecnologia può aiutare l’educatore, ma non sostituirsi ad esso. Strumenti multimediali e esperienza formative più stimolanti sicuramente catalizzano l’attenzione e favoriscono l’apprendimento, ma rimangono strumenti nelle mani sapienti dell’educatore.


Nonostante il termine disruption negli ultimi anni sia assurto agli onori della cronaca in tanti ambiti, nei quali la rivoluzione sistematica apportata dalla tecnologia è necessaria e inarrestabile, nella formazione non può essere considerato protagonista: qui non occorre distruggere, ma integrare la tecnologia nella didattica, mettendo al primo posto la componente umana. La convergenza e la collaborazione fra uomo e macchina è la strada per vedere con ottimismo e fiducia il nostro futuro e il mondo della formazione non fa eccezione: al contrario, sarà un banco di prova privilegiato per far capire, forse accettare, questa convivenza.

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