Assistenza (virtuale) sanitaria


Coprirsi bene per proteggersi dal freddo, non correre perché si suda e poi ci si ammala, non toccare sempre tutto ciò che ci circonda... sono le piccole, preziose raccomandazioni dei nostri genitori, che ci hanno permesso di arrivare sani e salvi fino all’adolescenza. Oggi a darci consigli di salute è invece la Rete: Internet, motori di ricerca, social media e assistenti virtuali diventano sempre più protagonisti, configurandosi come "medici" virtuali in grado di fornire risposte ai nostri interrogativi. Ma saranno in grado di rispondere anche alle domande più complesse, come quelle sulla possibilità di prevedere (e forse impedire) un'epidemia?


Nel caso del CoViD-19, le nuove tecnologie stanno offrendo il loro contributo a più livelli: sono numerose le applicazioni online, basate sulla geolocalizzazione e su software intelligenti, utilizzate per monitorare passo dopo passo la diffusione del coronavirus a livello globale. La prima tra queste è stata quella del  Center for Systems Science and Engineering della Johns Hopkins University (JHU), seguita da numerose altre in paesi diversi e in altre lingue. Diverso è il discorso se dalla semplice mappatura si passa alla predizione dei nuovi possibili casi.


Fino a questo momento, le tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, dagli algoritmi alle reti neurali, sono state utilizzate dalle grandi aziende cinesi essenzialmente a scopo diagnostico e di ricerca. Negli stessi giorni, secondo quanto riferito dall’ANSA, i ricercatori del MIT hanno messo a punto un algoritmo in grado di “imparare” quali siano gli antibiotici più efficaci contro i batteri, allo scopo di superare la sempre più diffusa resistenza dei patogeni.


In futuro lo sfruttamento dei Big Data potrebbe condurre alla previsione delle epidemie?

La direzione verso cui ci si sta muovendo punta al potenziamento delle tecnologie come strumento predittivo. Accanto ai ben più noti assistenti virtuali basati su intelligenza artificiale che usiamo quotidianamente vedremo comparire un’altra forma di assistenza intelligente, quella sanitaria, in cui algoritmi sempre più complessi verranno utilizzati per diagnosi, monitoraggio e persino previsione di alcune patologie.

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