Art-ificial Intelligence

“La creatività è l’intelligenza che si diverte”. La defininizione è di Albert Einstein, che a proposito di creatività la sapeva lunga: che si tratti di arte o di scienza, del realizzare capolavori o del pensare fuori dagli schemi, la creatività rappresenta da sempre una facoltà di spicco dell’uomo.



E se non fosse più solo una facoltà umana? Si moltiplicano i tentativi di trasferire la capacità creativa anche ai robot: tra dubbi e curiosità, l’#intelligenzaartificiale sembra pronta a conquistare un posto nel mondo dell’arte. Nel Regno Unito, a Leicester, è stata realizzata un’opera d’arte caratterizzata da una sequenza di immagini dai colori vivaci che si evolvono continuamente. L’opera sarà esposta alla Biblioteca centrale in occasione del Festival Art-AI della città, che testimonia il connubio perfetto fra intelligenza artificiale e arte.

E se la creatività non fosse più solo una facoltà umana?

L’arte possiede da sempre un forte potere evocativo: ma oggi, grazie all’unione con la #tecnologia, è stato possibile non solo rievocare, ma riportare quasi letteralmente in vita il grande pittore surrealista Salvador Dalì. Da carne e ossa a schermo e pixel: è successo in Florida al “Dali Museum” di St. Petersburg, dove l’artista ha accompagnato gli entusiasti spettatori in un tour virtuale del museo raccontando dettagli sulle sue opere e aneddoti della sua vita. Il “Dali digitale” è stato programmato per comunicare in modo coinvolgente, utilizzando 125 video interattivi e quasi 200.000 combinazioni possibili, che rendono ogni visita diversa: una vera e propria esperienza unica che arricchisce ulteriormente il valore della mostra.

Negli incontri fra AI e musica sembra sempre più complesso riuscire a stabilire se l’autore della composizione sia umano o robotico

L’#AI ha manifestato le sue enormi potenzialità creative anche in campo musicale come nella storia di Dan Tepfer, il pianista- programmatore. L’artista ha elaborato una serie di #algoritmi che dirigono un pianoforte appositamente modificato per suonare insieme a lui, e ha utilizzato i dati delle sequenze di tasti del pianoforte per rappresentare la musica dell'album con visualizzazioni complesse, fruibili durante i suoi spettacoli dal vivo mediante visori #VR.


Negli incontri fra intelligenza artificiale e musica sembra sempre più complesso riuscire a stabilire se l’autore della composizione sia umano o robotico . Già due anni fa è stata rilasciata Deep Bach, una rete neurale in grado di produrre artificialmente melodie barocche difficilmente distinguibili da quelle composte dal genio tedesco: addirittura il 25% degli intervistati ha attribuito questi suoni all’uomo, invece che alla macchina. Il ruolo chiave degli algoritmi nel processo creativo di una traccia musicale è sempre più riconosciuto: tanto da poter mettere in discussione la definizione stessa d’arte, spingendo gli esseri umani a lavorare con le macchine per giungere a un unico modo di esprimersi.


Dall’arte figurativa alla musica l’intelligenza artificiale ha dunque conquistato una dimensione creativa del tutto nuova. Sarà mica arrivato il momento di chiamarla Art-ificial intelligence?

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