Aiutati che il ciel t’aiuta!

“Aiutati che il ciel t’aiuta”: non è solo il titolo di una famosa versione di latino da tradurre al liceo, ma anche un diffusissimo proverbio che ci esorta a confidare in chi sta in cielo per superare le difficoltà della vita, armandoci nel contempo di tanta buona volontà per risolvere i problemi quotidiani. Come nel detto popolare, anche il rapporto fra uomo e tecnologia si basa su questo equilibrio: per affrontare la quotidianità, possiamo contare sulle nostre capacità, confidando in un valido aiuto da parte dei dispositivi più evoluti.

Oggigiorno un aiuto tech può davvero provenire dal cielo.

Stiamo parlando dei droni, piccoli apparecchi volanti pilotati da remoto nati in ambito militare, ma che sono stati ben presto utilizzati per altri scopi. Fra timori relativi alla #privacy e preoccupazione per possibili usi impropri, questa tecnologia ha però anche rivelato la sua utilità in molti contesti: di recente ha fatto il giro del mondo la notizia che negli USA un drone ha trasportato all’ospedale un rene, trapianto con successo nel paziente.




Un viaggio di tre miglia che ha impegnato molte innovazioni recenti, tra cui un drone su misura in grado di trasportare il peso aggiuntivo di un organo, dotato di telecamere a bordo per tracciare le condizioni dell’organo, oltre che di un sistema di comunicazione e sicurezza per sorvolare un’area urbana densamente popolata.

Non si tratta del solo utilizzo in ambito #healthcare: sempre negli USA, nel North Carolina, i droni sono stati usati per accelerare la consegna di campioni del sangue da analizzare nel campus dell'ospedale, con tempi scesi dai tradizionali 45 minuti a meno di 4 minuti.


Per restare all’aiuto dal cielo, i droni vengono utilizzati anche per prevenire la diffusione di incendi dolosi: questo è l’obiettivo del “Swarm and Search AI Challenge: 2019 Fire Hackathon ", che cerca di capire come mappare e tracciare gli incendi usando droni potenziati da #AI, con il fine di minimizzare i danni ambientali e salvare vite umane.


Un altro straordinario esempio di utilizzo di questo apparecchio intelligente viene dal Regno Unito, in cui un team di ricercatori ha sorvolato la foresta rossa in Ucraina, una zona fortemente radioattiva dopo l'esplosione di Chernobyl nel 1986.


Sconvolgente in questo caso non è tanto l’utilizzo del drone, quanto quello che è emerso:

i droni aerei hanno rivelato punti caldi radioattivi che non si trovano su mappe ufficiali, aggiornate di conseguenza grazie ai dati rilevati dalle loro osservazioni.

Rilevamento di un pericolo, salvataggio di una vita umana o misura preventiva: qualsiasi sia la ragione per invocare un aiuto dal cielo, oggi abbiamo nei droni un alleato in più.

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