3D-octor



Alzi la mano chi da piccolo non ha mai indossato, almeno una volta, i panni dello scienziato o dell’inventore, e trasformato la propria casa in un laboratorio, anzi, in una vera e propria fabbrica di sogni. Pongo, creta, pasta di sale nelle mani dei bambini diventavano uno strumento da modellare per esprimere la propria creatività, il materiale grezzo da cui partire per dare forma ai pensieri e trasformarli in piccoli oggetti da regalare o custodire gelosamente. Oggi, grazie agli ultimi sviluppi in campo tecnologico, quei bambini, ormai cresciuti, hanno trovato una nuova soluzione per manifestare il desiderio di creare manufatti da utilizzare nella vita quotidiana. Stiamo parlando della stampante #3D, che non solo ha permesso di prolungare un vero e proprio mito dell’infanzia, ma consente di produrre comodamente nel proprio salotto di casa oggetti più disparati - dagli accessori a veri e propri elementi d’arredo. L’uso privato di questa #tecnologia ha destato alcuni dubbi sulla sua reale utilità, anche se spesso si ignora che l’utilizzo ludico non è l’unico possibile.

Meno nota, ma molto più interessante, è l’applicazione della stampante 3D in campo medico

in cui ha dimostrato una certa versatilità volta a migliorare la salute e il benessere della persona nel suo complesso. In Canada un gruppo di chirurghi plastici ha utilizzato la stampa 3D per creare un modello realistico che aiutasse i giovani chirurghi ad acquisire maggior manualità nelle pratiche chirurgiche. Mentre in passato si apprendeva direttamente con pazienti reali, oggi, con il miglioramento della tecnologia, sono aumentate anche le opportunità per i giovani chirurghi di imparare in un ambiente simulativo sicuro e controllato. Anche in India una #startup ha utilizzato in maniera davvero originale e sorprendentemente utile i manufatti 3D, creando un tessuto bioingegnerizzato da stampare e impiantare nell'occhio per facilitare la guarigione delle ferite oculari.

Una vera e propria rivoluzione: questa tecnologia potrebbe diventare una fonte alternativa per la sostituzione delle cornee

dato che sono 12 milioni le persone stimate in attesa di un trapianto in tutto il mondo.


Anche in Europa c’è un gran fermento per l’introduzione dei manufatti 3D nell’#healthcare: e le pioniere di questo cambiamento sono proprio le start-up. Dalla Danimarca arriva il materiale stampabile a base di fosfato di calcio, minerale di cui sono composte le nostre ossa, che consente di stampare impianti che possono essere personalizzati per ciascun paziente; mentre in Spagna sono stati creati e diffusi nelle cliniche veterinarie innesti ossei personalizzati per cani.


Dall’India al Canada, passando per l’Europa le sperimentazioni dei manufatti 3D in ambito medico non sono solo più frequenti, ma raccontano storie di successo: trapianti di cornea, sostituzioni ossee e allenamento chirurgico. Un contributo reale apportato alla medicina dal progresso tecnologico, insomma, che ancora una volta testimonia il proficuo e inarrestabile rapporto che si è instaurato fra le due discipline.

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